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wolf is my totem

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nostalgia .wrote:

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El rojo es el color de la pasión

rojo también, es el color del corazón

entonces...¿sera rojo el amor? 

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La Planete de Mychele

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Feb. 13
CIAO...INNANZITUTTO COMPLIMENTI PER IL BLOG... POI MI SEMBRA DI CAPIRE CHE BALLA COI LUPI SIA IL TUO FILM PREFERITO...BEH LO E' ANCHE PER ME...
SALUTI A PRESTO...CIAO...
                                            PΣDЯӨ's ЩΛΥ #07
                                     
Oct. 7
ciao..ho letto nel tuo profilo che ti piace piero pelù e che sei siciliana (come me)
non mi resta che consigliartidi non perdere l'occasione di vederlo in concerto nella mia città, il 4 settembre a Piazza Armerina
ciaooo
Sept. 1
Ciao...!!! Anche io sono una fans di piero.... complimenti per il blog, davvero bello!!! Io adoro i litfiba, ho tutti i loro cd, cercavo giusto gente che condividesse la mia passione.... A bocca aperta   se ti va, passa sul my spaces a fare un giro....Buona Giornata!
July 16
5 sensiwrote:
Ciao!!!
è appena nata una nuova directory!
la DIRECTORY 5 SENSI
 
 vieni a dare un occhiata!"
June 22
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January 01

LA VOCE INDIANA

LA VOCE INDIANA

Io sono la Voce Indiana.
Voglio che mi sentano in tutti i nostri territori.
Da duecento anni sono prigioniero di guerra
nella mia terra.

Sono prigioniero dell’odio e dell’avidità,
della menzogna e del pregiudizio,
dell’indifferenza e dell’ignoranza,
dell’ingiustizia
degli uomini che schiacciarono
con la forza del loro numero me e il mio Popolo,
da quando scesero sulle mie spiagge
e invasero la mia terra nativa.

Imposero a me
la loro società, la loro religione, le loro leggi,
ed è per questo che la mia gente
ora è ridotta a meno di quanto era,
quando con false promesse vennero
per la prima volta sulle nostre spiagge.

Io sono la Voce Indiana collettiva
e grido forte dalle milioni di tombe
di spiriti senza pace
e milioni sono le grida che si alzano
e chiedono:
Dov’è il mio futuro?
A chi appartiene?
Appartiene al mio Popolo?
Ci sarà felicità sulla terra
Che per diritto è mia?

La leggenda dell'aurora

La leggenda dell'aurora

Molto tempo fa in questo paese era buio fitto. Gli abitanti, tennero un'assemblea e decisero che occorreva una persona che fosse veloce a correre.: Scelsero Ghiandaia Azzurra.
Esso, si mise subito in moto in direzione di levante e finalmente giunse in una capanna di terra in un villaggio molto abitato a giudicare dalla quantità di capanne, ma nessuno in realtà era li, perché se ne erano andati ad una festa non molto distante. Entrato nella capanna trovò un bambino.. Ghiandaia Azzurra chiese al bambino:
"Dove sono andati?'".
Il ragazzo rispose:
"Sono andati via":
Nella capanna c'erano delle ceste di provviste contro la parete: Ghiandaia Azzurra indicò la prima cesta che vide li vicino e chiese:
"Che c'è in quella cesta?".
Il bambino rispose:
"Prima sera".
Poi indicò la cesta accanto dicendo:
"Che c'è in quella cesta?".
E il ragazzo rispose:
"Appena buio".
Le domande alternate dalle risposte si susseguirono, fino all’ ultima::
"Che c'è in quella cesta?".
Il fanciullo rispose:
"Aurora".
Allora Ghiandaia Azzurra afferrò lesto la cesta e se ne scappò di corsa!
Il bambino cominciò a gridare:
"Ci hanno rubato l'Aurora!".
La gente non fece caso alle urla del bambino poco distante, e continuarono a danzare.. Finalmente l’ attenzione di un abitante cadde sulle urla e disse:
"Il ragazzo grida che hanno rubato l'Aurora".
Tutti accorsero allora alla capanna e, spiegato l’ accaduto si misero presto ad inseguire Ghiandaia Azzurra verso ponente.
Egli andava verso ponente, sempre verso ponente.
Vicino alla Grande Valle lo raggiunsero.
Stavano per prenderlo; eran proprio sul punto di farcela, quando egli aprì la cesta e la luce volò fuori.

Aquila Grigia

La creazione degli animali

La creazione degli animali

C'era una volta Napi, che era l'aiutante del Sole: il Sole riscaldava la Terra mentre Napi faceva tutti i lavori di manutenzione. Un giorno Napi aveva terminato presto i suoi lavori, e dato che non era abituato a tenere le mani ferme, prese un blocco di argilla e cominciò a modellare con un blocco di argilla...
Una dopo l'altra fece le figurine di tutti gli animali della Terra. Era molto soddisfatto del suo lavoro: soffiò sopra ogni figurina, dando a ciascun animale un nome e un luogo da popolare sulla Terra.
Era rimasto un piccolo blocchetto di argilla. Napi lo pasticciò un po', poi fece un'altra figurina e disse: Ti chiamerai uomo, ed abiterai tra i lupi. Napi tornò al suo lavoro, ma un giorno arrivarono gli animali a protestare: il bisonte non riusciva a vivere in montagna perché era troppo ripida, le capre della prateria non amavano vivere nell'acqua, la tigre non si adattava vicino al mare e così via. Allora Napi ridiede a tutti nuove abitazioni, e questa volta furono tutti soddisfatti. Tutti, tranne l'uomo, che vaga dappertutto per trovare un luogo che lo soddisfi.

Il re degli uccelli

Il re degli uccelli
C'erano una volta degli uccelli che decisero che dovevano proclamare un re. Si riunirono e decisero che il loro re sarebbe stato il più saggio tra loro, il gufo. Il corvo arrivò in ritardo alla riunione, e disse, astioso: Come mai avete scelto un vecchio barbogio come re? Dovreste sapere che quello che ci difende di più è spesso la furbizia: vi ricordate la storia dell'airone e del granchio?
Gli altri uccelli non si ricordavano, e quindi il corvo cominciò a raccontare: C'era una volta un vecchio airone che non riusciva più ad acchiappare pesci. Decise allora di ricorrere all'astuzia: si mise al centro del lago vicino a dove viveva e scoppiò a piangere. I pesci gli chiesero cosa ci fosse e lui rispose di aver sentito alcuni umani dire che avrebbero prosciugato il lago e sarebbero morti tutti loro pesci. Disse però che si offriva di salvarli, trasportandoli nel becco in un lago vicino. I pesci acconsentirono, e l'airone iniziò a prenderne uno per volta nel becco, spiccando un volo e mangiandoseli tranquillamente poco lontano. Un granchio capì tutto e chiese all'airone di salvarlo: ma in realtà gli saltò al collo e lo morsicò finché l'airone mollò la presa. Così i pesci e gli altri animali dello stagno furono salvi.
Gli uccelli rumoreggiarono: il corvo in fondo aveva ragione! Ma il gufo gli disse: Loro però mi hanno eletto concordemente... D'accordo, rispose il corvo, ma non è detto che l'opinione della maggioranza sia la migliore: la sai la storia del capretto e del saggio? Tutti gli uccelli vollero sentirla. Il corvo incominciò:
C'era una volta un saggio che aveva ricevuto in dono un capretto da un contadino: se lo caricò sulle spalle e si avviò verso casa. Ad un tratto incontrò tre briganti che cominciarono a dirgli: Guarda quel sant'uomo che va in giro con un animale disgustoso e sporco sulla schiena! Il saggio sbalordito riesaminò il capretto: era proprio un capretto! Lo riprese sulle spalle ed i tre briganti continuarono a dire: Guarda, ha un maiale sporchissimo e puzzolente sulle spalle! Il saggio non sapeva più cosa pensare e pensò che un qualche spirito maligno gli avesse oscurato la vista. Per questo motivo lasciò cadere per terra il capretto e fuggì via. I briganti poterono rubarglielo e mangiarselo.
Il gufo si offese tantissimo e volò via; gli altri uccelli e il corvo decisero che si stava benissimo anche senza eleggere un re.

La regina delle api

La regina delle api  
C'era una volta una coppia che desiderava ardentemente un figlio ma non riusciva ad averne. Un giorno il marito andò in un campo a tagliare del bambù. All'improvviso udì una vocina che lo implorava di non fargli del male. Dove sei?, chiese l'uomo. In questa canna!, rispose la vocina. L'uomo aprì la canna di bambù e trovò un bambino piccolissimo, con il volto da ranocchio. Lo portò a casa e con la moglie si affezionarono subito al bambino, anche se non era molto bello. Lo chiamarono Bambù.
Passarono gli anni e Bambù crebbe. Diventò un bravissimo ragazzo che aiutava il padre nel lavoro. Un giorno, il giorno del suo diciottesimo compleanno, i genitori gli diedero un abito e una spada e lo mandarono al mercato a vendere il riso e a comprare delle stoffe. Bambù attraversò la foresta ed ad un tratto si accorse di essere seguito. Gli si parò di fronte un leone affamato. Bambù gli disse: Non ho niente da darti, oggi. Ripassa domani. Ma il leone gli rispose: Ma io so già cosa mangiare: tu! Allora Bambù gli disse: Vattene via, altrimenti ti infilzerò con la mia spada! Il leone, intimorito, scappò via.
Bambù era quasi uscito dalla foresta, quando incontrò un'ape che gli chiese di salvare la sua regina. La regina era una bellissima ragazza, piccolissima, con due ali argentate, che era rimasta impigliata in una ragnatela. Bambù la salvò, ed allora la regina gli regalò tre semi di melone. Questi semi ti aiuteranno a realizzare quello che vuoi. Basterà che tu lo desideri!
Bambù andò al mercato e concluse i suoi affari. Poi tornò verso casa ed attraversando la foresta rincontrò il leone, ancora più feroce ed affamato. Bambù desiderò di ucciderlo con la spada di suo padre, ed ecco che di colpo riuscì a farlo. Un seme di melone era svanito nel frattempo dalla sua tasca.
Bambù scoprì che i semi erano prodigiosi. Ascoltò il suo cuore e desiderò di essere un bel giovane e di rivedere la regina delle api. I due semi sparirono e Bambù diventò un bellissimo ragazzo: di fronte a lui giunse la regina delle api, che ingrandì fino a diventare una vera ragazza. I due tornarono a casa, si sposarono e vissero felici e contenti.

 






"la voce del lupo"

TestoScorrevole

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STOP! AllA Pedofilia!

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